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Linfedema conseguente a mastectomia e linfodrenaggio manuale

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Linfedema conseguente a mastectomia e linfodrenaggio manuale – DLM

A cura di: Fabio Perissinotti – Osteopata D.O., Massofisioterapista, Laurea SM.

* Materiale didattico riservato allievi Scuola Massaggio Oleòs-AISO – Vietata la riproduzione con qualsiasi mezzo.

INTRODUZIONE

Definiamo linfedema un’aumento del volume, visibile e palpabile, di un arto o distretto corporeo, dovuto a stasi linfatica interstiziale. Ricordiamo che l’interstizio è lo spazio tra le cellule di un tessuto.
La stasi linfatica, primo sintomo del linfedema , risulta dall’incapacità del sistema linfatico di trasportare un carico linfatico normale.
Segni clinici del linfedema sono:

  • il colore della pelle è uguale a quello della pelle normale;
  • il linfedema è in genere monolaterale;
  • negli arti sono interessati sempre anche piedi e mani;
  • non è presente dolore;
  • le pieghe cutanee sono più profonde nelle zone periarticolari;
  • il segno di Stemmer è positivo negli stati fibrotici.

Il segno di Stemmer è dato dall’inspessimento della cute del secondo dito nell’arto inferiore.  Sollevando la plica come per pizzicarla essa impiega alcuni secondi prima di ridistendersi, denotando scarsa elasticità in loco.

Il linfedema conseguente a mastectomia viene classificato tra i linfedemi secondari, ovvero insorgenti in seguito ad altra patologia, in questo caso intervento chirurgico/radioterapia.

La complicanza più comune in seguito a linfedema è sicuramente la linfagite. Si presenta con comparsa di iperpiressia, dolore e arrossamento locale. In queasto caso il linfodrenaggio manuale dovrà essere interrotto per procedere con terapia antibiotica.
Tra le complicanze anche l’edema lipidico, comunemente chiamato cellulite.

 

RUOLO DEL LINFODRENAGGIO E DEL BENDAGGIO COMPRESSIVO

Attualmente l’insorgenza del linfedema in una paziente sottoposta a mastectomia è un evento poco frequente.
Ciò è sicuramente dovuto ai miglioramenti nella tencica chirurgica e ad un più corretto trattamento fisioterapico post-chirurgico.
Esitono però ancora dei casi in cui il linfedema di manifesta a causa di asportazione parziale o totale chirurgica o radioterapica del tessuto linfonodale ascellare.
Ad ogni modo nella maggior parte dei casi il linfedema si manifesta nelle pazienti obese, configurandosi come quadro misto lipo-linfedema.
In questi casi sarebbe indispensabile conoscere accuratamente la tecnica chirurgica utilizzata e l’entità dell’asportazione.

L’approccio riabilitativo post-chirurgico dovrebbe essere tempestivo e mirare a:

  • ripristinare l’intera funzionalità motoria dell’arto superiore;
  • impedire retrazioni muscolo-cutanee;
  • favorire il trofismo tisttuale locale;
  • prevenire posture scorrette post-chirurgiche;

La mobilizzazione passiva e successivamente attiva gioca in tal senso un ruolo fondamentale per raggiungere gli obiettivi citati e favorire la circolazione emolinfatica.
Il trattamento precoce è fondamentale per prevenire il linfedema che una volta instaurato è difficilmente trattabile.

Fina dal giorno successivo all’intervento chirurgico il paziente potrà eseguire esercizi di mobilizzazione passiva, potenziamento isometrico della muscolatura attigua al cavo ascellare e respirazione profonda.
In abbinamento si partirà con il linfodrenaggio con il segunte schema temporale (almeno 20 sedute):

  • 10 giorni consecutivi:
  • due settimane con frequenza trisettimanale;
  • mantenimento ad una seduta settimanale.

Se la paziente è ricoverata si potrà effettuare anche con frequenza biquotidiana.

A distanza di 5-8 mesi è possibile procedere con un richiamo di 10 sedute.  Ad ogni modo occorrerà valutare lo stato della paziente ed eventuali complicanze per decidere la frequenza del drenaggio.

E’ indispensabile far seguire al trattamento un bendaggio compressivo che permetta di mantenere i risultati ottenuti con il linfodrenaggio. In caso contrario l’arto tornerà a gonfiarsi come prima della seduta. Il bendaggio post linfodrenaggio sarà tenuto almeno per 8 ore.

 

 CORRETTA SEQUENZA DI TRATTAMENTO

La sequenza di trattamento prevede due tempi: preparazione e trattamento dell’arto superiore.
La preparazione consiste nell’inidirizzare la linfa del dell’emilato interessato verso il cavo ascellare opposto. Questa manovra è possibile perché  sono presenti anastomosi (collegamenti aggiuntivi) e perché le valvole che si oppongono al flusso refluo sono incontinenti a causa della dilatazione vascolare.
Quindi si tratterà l’arto interessato utilizzando come zona di scarico il muscolo deltoide (la spalla) del lato stesso e da qui si convoglierà la linfa direttamente verso il terminus omolaterale.

Ricordarsi che il trattamento prevede lavoro respiratorio e drenaggio, oltre che dell’arto, dell’emitorace in toto e del dorso.

 

NORME COMPORTAMENTALI IN CASO DI LINFEDEMA ALL’ARTO SUPERIORE

E’ essenziale che il paziente affetto da linfedema dell’arto superiore sia informato sulle norme igienico-comportamentali da inserire nella vita quotidiana. Tali misure devono essere considerate dal paziente come una strategia comportamentale fondamentale per impedirne il peggioramento.

  • non lavare i piatti senza guanti;
  • cautela nell’utilizzare il coltello;
  • utilizzare i guanti per le pulizie domestiche;
  • evitare le ustioni rimuovendo i piatti dal forno;
  • non trasportare pesi e utilizzare il carrello per la spesa
, evitare sforzi muscolari eccessivi e prolungati (es. stirare o pulire i vetri a lungo);
  • evitare di sottoposi a massaggi energici o terapie fisiche che utilizzano calore;
  • non effettuare pressoterapia senza drenaggio linfatico manuale associato;
  • idratare la cute
 e curare l’igiene di mani e unghie;
  • detergere la cute con saponi a ph acidi;
  • evitare di indossare abiti e maniche troppo stretti
e non indossare accessori (bracciali, anelli, orologi) che stringono;
  • evitare la misurazione della pressione del sangue
Evitare prelievi di sangue, endovene, vaccini, agopuntura;
  • utilizzare il ditale per cucire
Evitare punture di insetti. tagli, feritee abrasioni;
  • evitare lesioni cutanee causate da animali domestici;
  • utilizzare un rasoio elettrico per rimuovere la peluria ascellare;
  • evitare ferite durante le manicure e non tagliare le cuticole con le forbici; disinfettare accuratamente in caso di ferite locali;
  • evitare l’eccesso di peso
e utilizzare un reggiseno comodo e con bretelle larghe
Indossare il tutore elastico prescritto anche per i viaggi in aereo;
  • 
non esporsi al sole ed alle alte temperature (bagno caldo, sauna,ecc.);
  • effettuare attività fisica costante  (nuoto, ginnastica dolce in acqua);
  • in caso di comparsa di arrossamento e febbre consultare il medico.

 

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